Le premesse

Cos’è la poesia oggi? La sua essenza è ancora in un’impostazione che Montale definiva “verticale”? Quali istanze può raccogliere, in cosa si differenzia dal linguaggio comune? E poi, deve distinguersi dal linguaggio comune?

Essa ha le sue regole e io le conosco; ma fino a che punto devo rispettarle? Fino a che punto devo dare preminenza alla forma, e trascurare il messaggio? E inoltre, è forse vero che vada evitato un messaggio troppo personale?

Leggo moltissimo e conosco tante voci, passate e presenti; le inseguo sul web, sui libri, sulle antologie. Migliaia di poeti – donne e uomini – hanno parlato solo di se stessi, anche quando hanno affrontato temi attuali, sociali, politici, universali: lo hanno fatto dal loro punto di vista.

E quindi la poesia è personale. E’ mia, quando la scrivo. Viene da me. Parla di me. Ma parla anche di te, che senti quel che sento io. Nei momenti di grazia e di lucidità, è toccato a me trovarti le parole, lettore, per esprimere quello che tu pensavi.

E così ho fatto poesia.

Bella, brutta?…Lo dirà chi legge.

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