C’è che si fanno costruzioni
forti di gioia spicciola
odore di casa propria, di cucina
dopo il lavoro.
La solitudine ha un prezzo
e lo paghi felice
con quei trascorsi oceani
sempre nascosti in agguato
tra le ciglia.
Hai paura però senti la durezza
ogni mattina nella tazza fresca
nel bucato grondante di pastiglie
anticalcare
nella musica alta di quando
sollevi terra.

Poi
arriva un qualsiasi
coglione
che crede di sbatterti in faccia
la vita, di sapere
dove brilla il fuggire di cicale
rumorose
a cielo scoperto
– intorno vibreranno i tetti
inermi nel deserto.

Ti ritrovi
intrecciando le mani
come un’altalena
sui confini certissimi tracciati
da punte di cera.

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