Vorrei scrivere
ma mi sento piccola
come la testa che posa sul cuscino
per stanchezza di parole.

Dovrei scrivere
con le ultime convinzioni:
che sia un viaggio
e abbia in sé qualcosa di reale
fatto dalle mani.

Però il reale
adesso è questo –
condomìni
con fughe di giardini
e balconi
camuffati nel buio.
Ombre
che giocano dai vetri.

Allora ti chiedi
se nel sonno tutto si distrugga
anche la verità che fa male –
quante ore sarebbero necessarie
per dimenticare.

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