Poesie dei viandanti: – Sara Ferraglia

Ricordati di noi

Ricordati di noi che abbiam vissuto
amato e riso e pianto
e calpestato suoli e arato campi
e in casa abbiamo partorito figli
Ricordati del nostro urlare muto
che diveniva immaginario canto
dinnanzi alle vallate e a spazi ampi
o al conturbante profumo dei tigli
Tu che passi soltanto
tu che distrattamente leggi nomi
scolpiti sulla pietra fredda e grigia
nomi che mai metteresti a tua figlia
come Cleonice, Aurelia o Luigia,
ricordati di noi che firmavamo
con tremolanti croci
pesanti per la mente e per il cuore
Noi silenziose voci
nell’opprimente famiglia del padre,
un pugno in tasca e un altro sul costato,
rubavamo i pensieri come ladre
Tu che sorridi e ci regali un fiore
ricorda che per te abbiam lottato.

La parola non detta

La parola non detta
è quel mazzo di fiori
a mia madre negato
quando andavo di fretta.
La parola non detta…
ne parliamo domani
e nemmeno ti accorgi
di uno sguardo deluso,
di un sorriso che aspetta,
della porta che hai chiuso.
Le parole non dette
come pietre silenti

levigate dal tempo

sono freddi lucchetti

di prigioni di vento.

Non canto alla luna

Stanotte una luna sfacciata e beffarda
Si sporge dal cielo per farsi ammirare
Si fa più vicina all’umano dolore
Lo sfiora, sorride ma non la riguarda
Le piace esser musa e far sospirare
Chi alza lo sguardo al suo freddo chiarore.

O luna stregata tu no, non m’inganni
Non canto nel coro d’amanti e poeti
Tu pallida luna, tu luna d’argento
Tu diva adorata nel corso degli anni
Tu scrigno prezioso per mille segreti
O luna, sei sola nel gran firmamento.

Non levo lo sguardo, lo vedi? T’ignoro
Non cedo ad effimeri slanci del cuore
Accelero il passo, proseguo il cammino
Ho altro da fare, pensieri e lavoro
Frammenti affannosi di un giorno che muore
Ritagli di tempo aspettando il mattino.

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