Poesie dei viandanti: Sergio Pasquandrea

ECONOMIA DEI RICORDI

Sarà un sintomo certo (ma di cosa?)
ti penso sempre staccata su schianti
di spuma fredda
sempre di spalle poi sempre verso
un indaco di burrasca

e il gesto è quello bloccato appena prima di concedere
la curva dello zigomo. Ti penso per metà
disegnata da un vento angolare
per metà perduta nel panneggio
e anche questo – certo – andrebbe
tenuto in conto però

intanto qui è stagione di frastuono di piccole ferite
quel poco che regge debbo adoperarlo bene
sarà per questo che ti penso dove
non siamo stati
che non aspetto di raggiungerti che come nei sogni la fine
non arriva mai.

VARIANTE DI VALICO

Fu dopo che cominciammo a salire di quota
e a incontrare corvi grigi e neri ai bordi della strada

fu dopo che le nuvole collassarono
dopo che ebbi imparato il raggio delle curve

ma soprattutto fu dopo che cominciammo a guardarla dallo specchietto
a sussurrare per non fenderle il sonno
insomma fu allora che mi dissi: l’aria si è fatta sottile
e intorno non c’è una casa né un palo della luce
solo alberi nudi

e l’amore non smette mai di cogliermi alla sprovvista

ma a te dissi soltanto: fra un po’ il peggio è passato
e mi bastò che tu avessi sorriso.

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