ottimo, l’articolo di Graziano Dell’Anna; anche se non del tutto condivisibile riguardo al peso da dare alla “sprezzatura” – oggi e ancora domani e dopodomani,  a mio parere, perché è ciò che fa la differenza fra la pesantezza (indigeribile) spesso astrusa e crittografata, e la leggerezza (splendidamente aerea) comprensibile a chiunque, e quindi a valenza universale, senza per questo perdere in profondità – per valutare la grandezza di un autore. Peccato che la considerazione sottesa al discorso in questione non sia equilibratissima, nel citare esempi – secondo il gusto dell’estensore- che possono meglio candidarsi alla grandezza nei pensieri dei posteri: i nomi portati a sostegno della tesi sono esclusivamente maschili. Che coincidenza: la solita.

Annunci