Poesie dei viandanti: Viola Amarelli

(pater)

Questo vecchio che sta per morire

dietro il vetro del tubo catodico

grigio cenere nel blu del tracciato

lontanato il pensiero e il dolore

è stato suo padre, stupito e a disagio.

Può durare a lungo, avverte il dottore

di turno, non credo- ribatte la figlia,

probabile l’unica che l’abbia mai amato –

ha sempre cercato di non dare fastidio.

(ad Alda e Amelia)

L’impeto in eccesso,

averlo senza fallo cui affidarlo

il favo e l’alveo nel travaglio sghembo

di partorire sole le parole,

solcando il corpo le vene cave rughe

di strategie bambine cicatrici.

Impazzire di vita, serbando

sirventesi,beffa la morte,

se affolli le folli dissonanze

ti azzannano alla gola nell’affondo.

Il caso, le scelte, le ragioni…

non offre requie la fierezza incerta:

mai porto loro madri – mare aperto.

 

(identità)

non sono petalo

no

liscio o maculato

neanche una farfalla cavolaia

no

né coda di balena o di marsina

ahimè

solo una sciocca come sono in tante

ma il gelsomino guarda e mi profuma

sì.

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