Poesie dei viandanti: (ma poi è domenica) – Daìta Martinez

è nato spiaggia
l’avorio che asciuga i piedi
nel sussurro che contiene

foulard
il sonetto privato

: solo all’alba

e la carne rimasta nel sangue
tra l’imprudenza e il salmo
selvaggia successione degli orari

: lingua

come masticano le parole delle donne
dallo scialle inclinato e gli occhi insorti

: placenta

così è istante
quel luogo che non principi

: doglia

(ma poi è domenica)

e non di sillaba
la piena scorza
del solfeggio

ed è sultana la pelle
stelo di una distrazione corporale

come un pentagramma musicale
il mare

: nella sera

assenza alloggia
quasi velario di versioni
tra i tendini accennati delle onde.

da : (dietro l’una) : LietoColle, 2011

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