Qualsiasi vita, anche la più costante, ha una crepa. Come le migliori architetture, o come la curva imprevista nei metalli. Tutto reca in sé l’impronta dell’inizio, ed è incompiuto.

Post fata resurgo.

in questo letto vuoto del mattino

ecco, i piedi
toccano terra

ed è tanto

già solo la forza
senza variazione

volontà

indossami
non tutta, almeno
il respiro confuso

lascia nude le ossa
sonno – prima veglia
orfana infinita di madre e padre
notte morta

Se riuscissi a parlare
parole conosciute
da me – avrei risorto.

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