Scrivo e mi stanco,
divento la sedia legata alla finestra.

Forse era già come adesso
tu che piegavi lo sguardo e questo senso
di eterno ritorno

quanto potrò ancora vivere
la stessa preziosità custodita –
come raccolta di schegge
dal vetro infranto

Stiamo così, immoti
alla bellezza posta nelle mani unite
bagliore di uno stelo

perché scrivere sia buono per la pace
con le gambe piegate sotto il cuore vivo
a tracciare vocali

un adorno di vento, fugace

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