Anche nella sera a volte c’è bellezza, quando senza avviso cala il vento e l’albero di fronte resta solo. Come se contenesse il cielo, le immagini del giorno, gli occhi fugaci dei vetri, le musiche a stralci delle auto in corsa; tutto rivede e nasconde. L’ombra – per l’ombra incipiente – è una cupola rovesciata, un campo di maggio.

Al cospetto del silenzio
interrotto il discorso alla coscienza
ho ancora addosso frammenti
di lessico congiunto in sintassi

distruggerei anche quelli
per tracciare un unico grido
a parti scomposte, che dica
l’amore di questo momento
la fragile piccola vita

e mai sentirsi manchevole
amare ogni sera che viene

amarla – non chiedere niente.

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