Poesie dei viandanti: La quiete in cima alla parolaRoberta D’Aquino

mi dovrei un mondo
dove la quiete non sconfina in indolenza
una quiete attiva dove il tempo
scorre insieme al movimento

mi ci vorrebbe un orto in cui sudare
col silenzio, e disossare le paure
scardinarle insieme alle incertezze
e a quella noia – punta d’alabarda
piantata in grembo per tenermi viva

e poi guardare il mare
girando un po’ lo sguardo sulla destra
volgere in seni di collina

delineare i quattro angoli d’un punto
disperdere poesia, fare mucchi di foglie
salendo fino a Lhasa e lasciarli vorticare
in cima ad un tramonto

lei non m’apparterrebbe
disfatta in un respiro tra la pietra
e il tetto del cielo più vicino

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