Poesie dei viandanti: – Maria Teresa Carcano

*
ogni poeta s’accanisce a un verso
[come a una sponda]
e in infinite pose
lo sonda
sopra sotto di traverso
lo ruota sottosopra e poi daccapo
e ci si incoccia come a un rompicapo
lo tasta lo perlustra lo contempla
lo smembra
poi di nuovo lo riassembla
lo studia da qualsiasi angolazione
lo penetra da ogni posizione
lo spia lo espia lo scaglia lo ripiglia
lo accusa lo condanna lo proscioglie
lo spoglia lo asservisce alle sue voglie
lo schernisce lo provoca lo usa
lo inganna lo rinnega e poi
lo sposa
lo vezzeggia lo coccola lo sfama
lo celebra l’ossequia e l’odia e l’ama
lo sottopone a lunghe faticose ginnastiche e torsioni
e a minuziose
indagini
lo interroga lo sprona
lo segmenta lo ricrea lo clona
lo flasha in sotto e in sovraesposizione
lo mangia a pranzo
a cena
a colazione
che sfida che partita
che tenzone
quel verso
e senza via di soluzione…

*
il poco di materia

fu che fatti non fummo per tentare
gli intorti labirinti della mente
ma il fatto fu che invece
strafottenti
ci intrufolammo per pertugi e spire
tra valvole fusibili e pulegge
dell’ingranaggio
e
come fosse un gioco
ci fulminammo il poco di materia
che da grigia ohinoi
si fece nera

*
dappocaggine

per insolvenza ed esercizio inetto
(dappocaggine tronfia di parole)
crolla tutto l’assetto e l’ardua mole
del lutto
ci si intumula sul petto
per ciò che troppo atteso e nominato
è morto mai vissuto
improcreato

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