Poesie dei viandanti: da Calende del disordine – Viviana Scarinci

Prenderà fiato
la veglia che ero nato
come fosse l’annuncio
del fasto astratto di ogni
cosa

“in ispecie d’amore tratti alla creanza”

ma se danzi troppo
la cruna della mestizia
amore, i fasti giacciono menzogna
nella rada di un sogno risaputo
tu non corpo indifendibile e lacustre
mare d’un tratto sicuro
che non mi viene il capo di assentire
forvianza d’abisso che non mi narri
risaputo nel salino

“impietrire soglie costerna gli accaduti”

morire dissertava
mattutino giorni mansueti
vivere era il partito recondito
che li spegneva
tu cercavi l’accaduto
o forse solo di editarlo
come fatto compiuto

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