Non c’è nulla di vero nello spessore dei muri
nelle volute di fumo dai volti.
E se spoglio il letto tenendo le pieghe
sento ancora le ombre.

Un ventre di battaglia questo giorno, eppure
mischio te ai resti delle cose. E tu mi guardi, dalla parete
tornano le prime voci: le infilo con cura nei cassetti
dove dormono sereni i ricordi.

Ora avremo pietà di noi, contando i morti.

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