C’erano labbra su quelle scale,
gli angoli avevano il volto di chi va via
o torna.
Non è mia l’ombra
che inghiotte pareti impastate con le voci
delle nostre carni.

Guarda: scava l’incavo
e mi culla pensare a te come il buio
nella caverna accesa.

Amore
il ventre mi chiudi a ricordo del tuo odore.

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