Sono colpi forti di caduta
come fa il vento: un addio che non è stato detto
sulle labbra si è spento prima d’esser nato.
La solitudine è sotto, in agguato, non dispensa cicatrici ai tagli
e nulla sa sul potere delle carezze. Scivolano
come ombre screpolate alle pareti.

Ascolto sola i fruscii delle presenze andate. La tua mi resta
scolpita al ventre echeggia nelle vaste sere
dove mi aggiro con le poche scritture del mio strano sonno.

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