Mi riconosco un fondo
dopo aver navigato lungo acque di calma
e di tempeste, ora che disegno a terra
l’ombra di quattro fuochi.
Ogni decade un anello di fiamma
– la mia indole, la mia solitudine-
poi il vento a spegnere
quindi un termine scuro
dentro il sogno.

Avere troppi anni
per capire che nulla si chiede
che nessun viso nascerà dal ventre
freddo di qualsiasi notte tu preghi.

S’alza uno strano silenzio, uno sciacquìo
intorno al saluto di chi parte
e chi il buio inghiotte.

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