Poesie dei viandanti: E.

Sotto il sole

Campi verdi
e gialli, riarsi,
abbandonati sotto il cielo;

nell’erba
oggetti dimenticati
tra le ombre delle nuvole
e i miei occhi evasivi,
accecati dall’ampiezza.

Sedermi qui
anche io
come dimenticata
nero tratto nel grano
nota acuta e un poco sghemba
in una musica piena, inafferrabile,
tragica

e resto qui,
persa nell’estate

Temporale

L’aria gialla danza
sotto le nuvole scure
Non ha pianoforte
questa casa
Da un’impensata
aerea distanza
scorre il cielo…
tesori e nubi

Senza titolo (settembre)

Sferragliano i treni,
è una fredda mattina di settembre;
riluce il metallo,
alcuni occhi nella folla,
il mio smalto
blu
..E…, cosa ti viene in mente
la strada verso il mare
è una via di parole
la sua poesia
non diversa,
non uguale

La sento, credimi
bella
come un ulivo antico
un sampietrino grigiazzurro,
superstite,
il colore dell’iride
negli occhi abbassati
quando un istante guardano
una vertigine che cade nell’oceano
bella come la notte

Epigramma 25 – Fantasia

Nel sole
come ombra viva vivere
e di qualche inaspettata cosa
essere prova
o il mio corsivo,
tanti anni fa

Alla stazione

Seduti
a scaldarci le mani
nel bianco qualunque
di un mattino

ferma è la bellezza
da tempo
sulle pagine
di una agenda

e il nostro vero viso
cercato in un riflesso
e a occhi chiusi
aprendo l’anima
è uno stupore ferito
e un luccichio raccolto

Passa la gente

di corpi e sguardi
sento il suono

sillabe rimaste
a questo popolo

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